“Sono entrati nella mia casa in punta di piedi: senza giudicarmi, senza guardare se avevo fatto la polvere, se portavo in tavola le tazzine della festa o quelle che uso per la colazione, apprezzando e gustando insieme il gelato che mio marito aveva comprato al supermercato. Sono i miei angeli, i miei amici e li ringrazio per essere entrati nella mia vita e per avermi restituito la gioia di dipingere”.

Così racconta Paola, una delle dieci partecipanti al Progetto ConTatto promosso un anno fa dalla Croce Rossa di Monza in collaborazione con i Servizi sociali cittadini. Dal Comune le segnalazioni delle persone che, autosufficienti ma senza particolare supporto familiare, hanno bisogno di compagnia. Un servizio per combattere la solitudine, per restituire agli anziani la gioia di chiacchierare, ricordare, condividere.

I volontari della Croce Rossa di Monza, precedentemente formati e nel rispetto della privacy, una volta alla settimana fanno visita agli anziani che chiedono solo una cosa: sentirsi vivi e soprattutto poter comunicare, stanchi di trascorrere le giornate davanti alla tv, senza poter scambiare una parola con qualcuno.

Proprio come Paola, una bella signora pugliese di nascita ma da una vita trasferita al nord: un’infanzia difficile, segnata anche dalla malattia, dalla lontananza dai genitori e dai fratelli per potersi curare nelle migliori strutture. Poi ragazza il trasferimento a Milano dalla sorella e il lavoro in fabbrica: lì tra i macchinari è nata la storia d’amore con il suo amato Arturo, con il quale quest’anno festeggia i 57 anni di matrimonio. 

Malgrado i capelli bianchi e gli acciacchi il loro amore è più solido che mai, rinvigorito dai volontari della Croce Rossa che un pomeriggio alla settimana li vanno a trovare. “Sono persone speciali che sono entrate nella nostra vita – racconta Paola -. Attendo con ansia la loro visita. Amo viziarli: d’estate la bibita fresca, d’inverno il tè caldo, qualche biscotto, il gelato e poi soprattutto tante chiacchiere. Finalmente sono tornata viva”.

Quando arrivano i volontari della Croce Rossa il tempo trascorre in un baleno. “Mi ascoltano – prosegue – Gli racconto della mia vita, di quando bambina ho rischiato di morire a causa di una caduta, o ancora quando ho conosciuto il mio Arturo”. Il volto arrossisce, lo sguardo si abbassa. “Ero timida e imbarazzata – continua – Tutti avevano capito che Arturo mi faceva la corte; e pensare che all’inizio a me stava antipatico”.

Nel corso dei mesi la fiducia è aumentata. Paola si è sentita sempre di più a suo agio con Valentina e gli altri volontari della Croce Rossa. Fino a quando, in punta di piedi, con quel suo essere riservata ha svelato che da ragazza dipingeva. Poi il lavoro, la malattia e la mancanza di entusiasmo avevano spento il fuoco della passione dei colori. Fino a quando, spinta dagli amici della Croce Rossa, ha deciso di ricominciare. “Perché no? – aggiunge – Mi hanno spronata, invogliata e anche grazie al sostegno di Arturo sono tornata a dipingere. Ma anche a scrivere le poesie, e persino un diario”.

Con orgoglio mostra il quadro che ha regalato ai suoi amici in divisa rossa: un mazzo di girasoli in un vaso. Colore, luce e allegria sprizzano, non solo da quel semplice quadro, ma anche dal volto di Paola. “Sai, oggi che c’è la grande festa di ConTatto mi sono fatta bella – conclude con una piccola dose di vanto – Sono andata dal parrucchiere, ho messo lo smalto color smeraldo e gli orecchini in tinta. Anche il mio Arturo è felice quando mi vede così”.

Monza, 29/04/2019