In questi giorni ho inserito nella mia pagina di diario uno dei sette principi CRI incastrandolo nella descrizione della giornata vissuta. Oggi invece vorrei parlare dell’INDIPENDENZA, l’ultimo principio che devo menzionare, da un punto di vista un pochino differente. Questa sera, subito prima di scrivere il diario, la mia amica e compagna di tenda Elisa Villa (che ho conosciuto durante il viaggio di andata) mi ha raccontato di un discorso che lo chef ha fatto a tutta la brigata di cucina per ringraziarli del lavoro 11193389_10204899083691082_113940763029400999_nsvolto. Anche se lui si è assentato molto durante questo periodo ha lasciato la cucina sicuro dell’ottimo risultato che al ritorno avrebbe trovato, perché sicuro che ogni volontario sarebbe stato indipendente ed avrebbe dato il massimo spinto dalla voglia di fare. Mi pare veramente un bellissimo discorso ed anche se lontano dal significato del principio, spero mi
perdoniate per questa mia libertà. Comunque la giornata si è svolta come al solito tra tende, tiranti, camion e gasolio. A parte il momento in cui siamo passati dal campo dove abbiamo passato gran parte della settimana e, manco a dirlo, sono usciti in un batter d’occhio pane salame, cantucci e caffè. Devo ammettere che siamo passati di la più per piacere che per necessità, ma probabilmente domani non avremo modo di passare, e quindi un saluto dovevamo farlo. siamo ritornati al campo base alle 16 circa, quando i lavori erano ancora decisamente nel pieno dello svolgimento, quindi mi sono goduto una bella doccia, caldissima e senza problemi di tempo. Il freddo è stato un problema quotidiano, la neve sui pendii più alti ha già fatto la sua comparsa ed un lusso come quello di oggi lo si apprezza appieno soprattutto alla fine della missione.
Dopo cena ci ha raggiunto un gruppo di menestrelli marchigiani che si chiamano la martinicca. Sicuramente qualche video imbarazzante lo si può trovare, anche sulla mia pagina Facebook, ma è stato un bel momento di aggregazione per la popolazione, ed anche per i volontari. Dopo tutto ho sempre creduto che se si lavora correttamente, poi al campo base, ci si deve divertire con i propri amici. Ed in Croce Rossa mi sento sempre tra amici veri.

Giuseppe Barca – Volontario CRI Agrate Brianza